Poeti da discarica
Essere poeti oggi è come amare tutte le donne del mondo che non ti ameranno mai.
Come successe per l'appunto a tutti quei poeti che conosciamo a scuola, che scrissero
tutte quelle struggenti poesie d'amore per non essere mai ricambiati, ebbene,
credo che le donne amate da codesti poeti, per vendetta, si scegliessero uomini
totalmente analfabeti, che non capivano quanto era romantica la notte al chiaro
di luna, e che però facevano soldi a palate. I poeti di allora avevano però un
loro seguito, magari i meno fortunati erano riconosciuti dopo morti, ma comunque
erano riconosciuti sommi poeti, quelli di oggi, invece, vengono buttati subito
via, perché così non ci si pensa più. E poi perché per fare il poeta devi essere
qualcuno e siccome ciascuno di noi é qualcosa che potrebbe avvicinarsi a qualcuno,
per non offendere nessuno la società ti butta subito via? I poeti che si ritrovarono
nelle discariche dapprima furono decadenti, scapigliati, maledetti, poi diventarono
"beat" che voleva dire battuti e beati. Furono talmente battuti che diventarono
punk, dark e poi miserabili bestiacce. Proprio attraverso questi resti rivolgiamo
la nostra ricerca, una specie di antinettezza: la ricerca del rifiuto poetico
(inteso come poeta rifiutato). Il poeta non è di moda, a meno che non sia famoso,
ricco, superiore, manager, in voga, sportivo (soprattutto calciatore di serie
A), imprenditore, ministro, avvocato, e tutto ciò che non è un poeta. Il poeta
non può pubblicare libri se non sganciando cifre colossali perché tutti sono poeti
ma nessuno legge poesie, se vuole pubblicare si riempia pure la discarica sottocasa
dei suoi libri e se li legga fra la spazzatura. Ecco proprio nella discarica arriviamo
noi, quelli dell'antinettezza. Tranquilli poeti! Nessuna disinfestazione in corso,
arriviamo noi belli sporchi di vita!
PRONTI A PARTIRE? ALLA CARICA! ANZI, ALLA
DISCARICA!!!
Manifesto
dei poeti da discarica:
- la prima cosa che ha capito il vero poeta da discarica
è l'umiltà, credere di essere il miglior rifiuto della discarica è quantomeno
ridicolo
- la seconda cosa che ha capito è che non verrà capito
- la terza cosa che ha capito è che deve smettere di
fingere di essere normale, intanto è inutile, e quindi può concedersi
liberamente il diritto di urlare i suoi versi e così può darsi che qualcuno
lo senta
- il vero poeta che è riuscito a far leggere le sue
poesie a un editore e questi gli ha detto che la poesia non vende è
automaticamente eletto poeta da discarica
- il vero poeta che non è mai riuscito a far leggere
neppure una sua poesia è automaticamente eletto poeta da discarica
- il vero poeta da discarica non assomiglia a nessuno
degli altri poeti
- il vero poeta da discarica ha sempre una buona dose
di autoironia
- il vero poeta da discarica non si atteggia, non cambia
tono di voce, se proprio non è necessario, non si eleva sulla punta
dei piedi e soprattutto non annoia
- il vero poeta da discarica sa che scrivendo non guadagnerà,
quindi non scriverà mai per guadagnare
- i poeti che arricciano il naso quando sentono parlare
di discarica non saranno mai poeti
- le basi formative per finire nelle discariche dei
poeti sono soprattutto le conoscenze delle avanguardie storiche e del
millenovecento (secolo in cui accaddero più avvenimenti che in mille
anni). Il millenovecento nelle scuole lo si studia quando ormai è estate
e le scuole sono chiuse, pertanto il poeta da discarica cerca nei rifiuti
delle scuole di studiare quello che non gli hanno imposto
- quando studia quello che non gli hanno imposto a
scuola, scopre che nei libri che riguardano il millenovecento si dubita
dell'esistenza del divino, di qualsiasi padrone del mondo e perciò il
poeta scopre l'anarchia, la patafisica, il surreale, il vero futurismo,
dadaismo e neodadaismo
- quando studia l'anarchia scopre cos'è la vera alchimia
- quando è alchemico scopre che il sesso non ha mai
fatto male a nessuno
- quando si è illuminato scopre che lo comprendono
solo gli amici di discarica
- quando si è illuminato scopre che c'è sempre più
da scoprire, ma che le edizioni in commercio che possano esaudirlo,
soprattutto in Italia, non sono quasi più edite, quindi: o impara a
conoscere una infinità di lingue straniere, e quindi poi viene arruolato
come interprete, gli mettono le cuffie e non gliele tolgono più, oppure
cerca questi libri nelle varie discariche dove potrebbe anche trovare
qualcosa di meglio di ciò che si propina oggi nelle librerie.