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Manifesto degli artisti da discarica:

  1. Le opere (fotografia, testi, dipinti, musica ecc.) avranno essenzialmente un carattere prettamente artistico piuttosto che di impronta soltanto descrittiva e di sola denuncia. In pratica sarà valutato il valore comunicativo dell'opera più di quello qualitativo documentaristico, senza porre quindi risalto a lamentele o proteste di carattere politico riguardanti il fenomeno delle discariche.
  2. Per discarica intendiamo tutto ciò che la società esclude nell'accezione prettamente materiale piuttosto che in quella relativa all'emotività personale, si escludono quindi fattori incresciosi quali gli abbandoni umani o di animali, scene di miseria o di elemosina, di guerre e contrasti sociali, aspetti dall'impatto emotivo troppo diretto e di stampo giornalistico. Si vuole piuttosto rimuovere la coscienza ad un livello più profondo.
  3. Si cerchino di escludere quindi riferimenti diretti ad ambienti precisi, a proprietà riconoscibili, a responsabilità dirette; ma si cerchi di evidenziare l'aspetto della discarica nella sua complessità e nella sua propria distinta espressione di trasformazione in genere dell'operato umano nell'ambito dell'era consumistica.
  4. Essere coscienti di scavare più che di voler ottenere effetti troppo evidenti, attraverso un esame antropologico del rifiuto urbano o suburbano, ed anche attraverso una ricerca archeologica dell'epoca moderna che passi però attraverso la sfera emotiva del flaneur, una lente emozionale artistica quindi per nulla scientifica.
  5. Scavare ed essere partecipi, facendo risaltare anche l'aspetto malinconico del rifiuto, attraverso una esasperazione addirittura decadente, per risalire ad un nero umorismo sino ad una fase magica e surreale suggellata appunto dai contrasti della natura e dell'intervento dell'uomo.
  6. Sono da evidenziare i contrasti, gli eccessi e le storpiature del nostro vivere sociale, escludendo ridondanze accademiche, ricerche spettacolari o forme inventate ed interventi creati per ottenere effetti speciali. Se a qualcuno venisse in mente di inquinare appositamente per ottenere particolari scenografie e fosse scoperto, sarebbe espulso per sempre dalla nostra categoria, oltre che denunciato.
  7. Si invitano i partecipanti, per un minimo di coerenza, ad utilizzare, nei limiti del possibile, prodotti riciclati o con impatto minimo sull'ambiente.
  8. Per discarica si intende quindi il mutamento, improvviso o perpetuato, da parte dell'uomo sull'ambiente: detriti, scarti e opere abbandonate o fatiscenti. Il degrado che coinvolge l'umanità attraverso una subdola metamorfosi che mal cela lo scarto, l'inetto, il sudicio, il demoniaco, attraverso una sistematica modernizzazione razionale, sintetica e asettica, produttrice di ammassi sempre più consistenti di rifiuti.
  9. Cogliere le mutazioni attraverso l'attimo fascinoso dei contrasti, anche se questi non risultino, ad un approccio superficiale e di gusto del momento, particolarmente gradevoli.
  10. Evitare di cadere comunque nel disgustoso e nell'equivoco, evitare per questo gli eccessi sguaiati perché non ce n'è davvero bisogno. Basta sapersi guardare dentro e intorno (sopratutto dentro).
  11. Evitare di cadere tout court, soprattutto quando ci si trovi sul bordo di un pozzo nero